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Curriculum vitae et studiorum

Questo curriculum vitae è stato redatto da Fernando Vianello per la pagina personale del sito del Dipartimento di Economia Pubblica dell’Università “ La Sapienza” di Roma.


Mi sono laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna, discutendo la tesi con P. Sylos-Labini (1963) e in Economia (Bachelor of Arts Degree) presso l’Università di Cambridge, UK (1968). Ho insegnato Storia delle dottrine economiche presso la facoltà di Scienze economiche e bancarie dell’Università di Siena; Economia politica, Teoria economica e Storia delle dottrine economiche presso la facoltà di Economia e commercio dell’Università di Modena. Vincitore di concorso a cattedra nel 1981, sono stato chiamato presso la facoltà di Economia e commercio dell’Università di Modena, dove ho diretto l’Istituto economico (dal 1973) e poi il Dipartimento di Economia politica (fino al 1987). Nel 1987 sono stato chiamato sulla cattedra di Economia politica (3° e 4° anno) nella facoltà di Economia e commercio dell’Università di Roma “La Sapienza”. Sono stato Direttore del Dipartimento di Economia Pubblica nell’anno accademico 1988-89 e coordinatore del Dottorato di ricerca in Economia politica negli anni accademici 1999-2000 e 2000-01. A partire dall’anno accademico 2002-03 tengo i corsi di Macroeconomia (corso serale), Storia dell’analisi economica (laurea triennale in Economia politica – EPO) e Storia dell’analisi economica – corso avanzato (laurea magistrale in Economia politica – EPOS). Sono presidente della Commissione Biblioteca del Dipartimento di Economia pubblica. Dall’anno accademico 1987-88 tengo un corso di Macroeconomia nel Dottorato di ricerca in Economia politica.

N. B. Per ulteriori notizie sulla mia vita (e su quella di un gruppo di miei amici e colleghi) fra il 1969 e il 1987 si veda il saggio su La facoltà di Economia e commercio di Modena [33].


PRINCIPALI AREE DI RICERCA

1. Teorie della distribuzione del reddito, con particolare riguardo al nesso fra accumulazione del capitale e saggio del profitto. La tesi che ho sostenuto (si vedano, in particolare, i saggi The Pace of Accumulation [14] e Joan Robinson on Normal Prices (and the Normal Rate of Profits) [24] è che l’assunzione, così spesso fatta nelle analisi di lungo periodo, che l’economia cresca in condizioni di steady state, senza mai discostarsi dal grado normale di utilizzazione della capacità produttiva, risulta gravemente fuorviante. La relazione crescente che viene solitamente stabilita fra il tasso di crescita dell’economia e il saggio normale del profitto (relazione denominata talvolta “equazione di Cambridge”) discende direttamente dall’ipotesi di steady state e non sopravvive al suo abbandono. A prima vista l’ipotesi che la capacità produttiva non risulti mai sovra- o sotto-utilizzata può apparire pienamente appropriata, in quanto capace di individuare il trend lungo cui l’economia si muove, prescindendo dalle fasi cicliche di espansione e contrazione. Che la semplificazione suddetta non sia affatto innocua è, tuttavia, mostrato dal fatto che, una volta che all’economia sia consentito di sovra- o sotto-utilizzare (in misura variabile nel tempo) la capacità produttiva installata, diviene subito evidente come non vi sia alcuna ragione per la quale la più lenta di due economie (identiche sotto ogni altro riguardo) debba essere necessariamente caratterizzata da un più elevato salario e da un minor saggio normale del profitto. Altrettanto fuorviante è l’ipotesi di steady state nel caso dei modelli di derivazione kaleckiana, nei quali il grado di utilizzazione della capacità produttiva può assumere valori diversi (ma non variare nel tempo). Si veda su ciò il saggio Concorrenza, accumulazione del capitale e saggio del profitto. Critica del moderno sottoconsumismo (in collaborazione con A. Ciampalini) [31]. All’impostazione kaleckiana rivolgo anche la critica, più di fondo, di basarsi sulla confusione fra il saggio normale del profitto e il saggio del profitto “realizzato” (il rapporto fra la massa dei profitti effettivamente ottenuti e il valore del capitale); è su tale confusione che si basa la tesi secondo cui una variazione del salario non comporta, in generale, una variazione di segno opposto del saggio del profitto: si veda, oltre al lavoro appena citato, quello su Effective Demand and the Rate of Profits [19].

2. Storia dell’analisi economica, intesa alla maniera di Schumpeter come “la storia degli sforzi intellettuali che gli uomini hanno compiuto per comprendere i fenomeni economici”. Il mio interesse è stato attratto, in particolare, da Adam Smith, Ricardo e Marx, sul cui punto di vista “sommerso e dimenticato” ha gettato nuova luce Piero Sraffa. Le mie cose migliori in questo campo sono, credo, le due voci Labour Theory of Value [17] (New Palgrave) e Capital [26] (Elgar Companion to Classical Economics), il saggio Marx e la critica dell’economia politica [16] e quello su The Smithian Origin of Ricardo’s Corn-Ratio Theory of Profits [32]. Quest’ultimo lavoro presenta un risultato che giudico interessante: il metodo di affrontare il problema della distribuzione del reddito mediante il confronto fra quantità di grano, che Sraffa rintraccia su basi induttive in Ricardo, risale in realtà ad Adam Smith, il quale lo impiega nella sua trattazione delle conseguenze di una sovvenzione alle esportazioni di grano. A esso fanno inoltre riferimento, per impiegarlo o criticarlo, numerosi autori impegnati nella discussione sulle corn laws. L’interpretazione di Sraffa, che negli ultimi decenni è stata fatta oggetto di aspre critiche, ne esce potentemente rafforzata.

3. Vicende dell’economia italiana e di quella europea. Per quanto riguarda l’economia italiana, mi sono occupato, in particolare, del periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale (con il saggio L'economia italiana al tempo del “Piano del lavoro”, in collaborazione con G. Bonifati) [9], della risposta alle lotte operaie degli anni ’60 e dell’inizio degli anni ’70 (con il saggio I meccanismi di recupero del profitto: l'esperienza italiana 1963-73) [7] e dell’adesione dell’Italia alla moneta unica europea (con il saggio Italy towards European Monetary Union (and Domestic Disunion), in collaborazione con A. Simonazzi [25]. Per quanto riguarda l’economia europea, al centro della mia attenzione si è collocato il problema delle ragioni, dei modi di funzionamento e delle conseguenze del Sistema monetario europeo e della Moneta unica europea. I lavori relativi a questi temi (ricordo, in particolare, Credibility or "Exit Speed"? Reflections Prompted by the 1992 EMS Crisis [23] e Financial Liberalization, the European Single Currency and the Problem of Unemployment [29]) sono tutti composti in collaborazione con A. Simonazzi.

4. Prezzi, saggio dell’interesse e domanda effettiva. La mia riflessione si è, qui, concentrata su due tesi di Keynes: quella secondo cui il saggio di rendimento del capitale impiegato nella produzione si adegua, anche nel lungo periodo, al saggio dell’interesse determinato per via monetaria, e quella secondo cui la flessibilità dei salari monetari e dei prezzi non conduce a un aumento dell’occupazione (ed è, in realtà, suscettibile di avere effetti dirompenti sull’economia). La prima delle due tesi è discussa in Il saggio dell’interesse come fenomeno monetario e il saggio di rendimento del capitale impiegato nella produzione (in collaborazione con G. Bonifati) [27]; la seconda in Price and Prejudice. The statics and dynamics of money-wage flexibility (in collaborazione con A. Simonazzi) [35].


ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI

[1] “Nota” del curatore a F. S. Nittì, Scritti di economia e finanza, vol. V (vol. IX dell'Edizione Nazionale delle Opere di F. S. Nitti), Laterza, Bari 1969

[2] Valore, prezzi e distribuzione del reddito: un riesame critico delle tesi di Ricardo e di Marx, Edizioni dell'Ateneo, Roma 1970.

[3] Quantità di lavoro e rapporti di scambio, Edizioni dell'Ateneo, Roma 1971.

[4] Pluslavoro e profitto nell’analisi di Marx, in AA. VV., “Prezzi relativi e distribuzione del reddito”, a cura di P. Sylos-Labini, Boringhieri, Torino 1973.

[5] La classe operaia e l’aumento dei prezzi, in AA. VV., “Contro l’inflazione”, Quaderni del Centro Operaio, n. 3, Coines Edizioni, 1973.

[6] Il fascino discreto della teoria economica (in collaborazione con A. Ginzburg), in AA. VV., “Marxismo ed economia”, Marsilio, Padova 1974.

[7] I meccanismi di recupero del profitto: l'esperienza italiana 1963-73, in AA. VV., in “Crisi e ristrutturazione nell'economia italiana”, a cura di A. Graziani, Einaudi, Torino 1975.

[8] “Introduzione” a D. Ricardo, Sui principi dell'economia politica e della tassazione, Isedi, Milano 1976.

[9] L’economia italiana al tempo del “Piano del lavoro” (in collaborazione con G. Bonifati), in AA. VV., “Il Piano del lavoro della CGIL 1949-50”, Feltrinelli, Milano 1978.

[10] Il profitto e il potere. Una raccolta di saggi (1974-1979), Rosenberg & Sellier, Torino 1979.

[11] Osservazioni sul capitale fisso e sulle quantità negative di lavoro, Studi e ricerche dell'Istituto economico, Modena 1979.

[12] Premesse a una teoria dell'accumulazione, Studi e ricerche dell’Istituto economico, Modena 1983.

[13] La cultura degli Eloi, in AA. VV., “Il concetto dì sinistra”, Bompiani, Mi1ano 1982.

[14] The Pace of Accumulation, in "Political Economy", Vol. I, n. 1, 1985.

[15] La politica di Corbino, in “Lettere da vicino”, a cura di L. Balbo e V. Foa, Einaudi, Torino 1986.

[16] Marx e la critica dell’economia politica, in AA. VV., “K. Marx 1883-1983”, Editori Riuniti, Roma 1986.

[17] Labour Theory of Value, voce del “New Palgrave", Macmillan, London 1987.

[18] A Critique of Professor Goodwin’s “Critique of Sraffa”, in “Growth Cycles and Multisectoral Economics: the Goodwin Tradition”, edited by G. Ricci, K. Velupillai, Springer Verlag, Berlin 1988.

[19] Effective Demand and the Rate of Profits, in “Kalecki’s Relevance Today”, edited by M. Sebastiani, Macmillan, London 1989.

[20] “Comment” (on Professor Hicks’s Paper), in Essays on Piero Sraffa, edited by K. Bharadwaj and B. Schefold, Routledge, London 1992.

[21] Precisazioni sui prezzi naturali, in “Scritti di politica economica in onore di Federico Caffè”, a cura di N. Acocella, G. M. Rey e M. Tiberi, Franco Angeli, Milano 1992.

[22] Umanesimo del Welfare: qualche riflessione, in “In difesa del Welfare State”, a cura di G. Rey e G. C. Romagnoli, Franco Angeli, Milano 1993.

[23] Credibility or "Exit Speed"? Reflections Prompted by the 1992 EMS Crisis (in collaborazione con A. Simonazzi), in “Rivista italiana degli economisti”, n. 1, 1996.

[24] Joan Robinson on Normal Prices (and the Normal Rate of Profits), in “The Economics of Joan Robinson”, edited by M. C. Marcuzzo, L. L. Pasinetti e A. Roncaglia, Routledge, London and New York 1996.

[25] Italy towards European Monetary Union (and Domestic Disunion) (in collaborazione con A. Simonazzi), in “The Single European Currency in National Perspective – A Community in Crisis?”, edited by B. H. Moss & J. Michie, Macmillan 1998.

[26] Capital – voce dell’“Elgar Companion to Classical Economics”, edited by H. D. Kurz e N. Salvadori, Edward Elgar 1998.

[27] Il saggio dell’interesse come fenomeno monetario e il saggio di rendimento del capitale impiegato nella produzione (in collaborazione con G. Bonifati), in “A cinquant’anni da Keynes: Teorie dell’occupazione, interesse e crescita”, a cura di N. De Vecchi e M. C. Marcuzzo, Edizioni Unicopli, Milano 1998.

[28] Liberalizzazione finanziaria, moneta unica europea e occupazione (in collaborazione con A. Simonazzi), in “Globalizzazione, istituzioni e coesione sociale”, a cura di M. Franzini e F. R. Pizzuti, Donzelli Editore, Roma 1999.

[29] Financial Liberalization, the European Single Currency and the Problem of Unemployment, in “Globalization, Institutions and Social Cohesion”, edited by M. Franzini and F. R. Pizzuti, Springer Verlag, Berlin – Heidelberg 2001 (versione inglese del saggio precedente).

[30] Social Accounting with Adam Smith, in “Value, Distribution and Capital. Essays in Honour of Pierangelo Garegnani”, edited by G. Mongiovi and F. Petri, Routledge, London and NewYork 1999.

[31] Concorrenza, accumulazione del capitale e saggio del profitto. Critica del moderno sottoconsumismo (in collaborazione con A. Ciampalini), in “Piero Sraffa. Contributi per una biografia intellettuale”, a cura di M. Pivetti, Carocci Editore, Roma 2000.

[32] The Smithian Origin of Ricardo’s Corn-Ratio Theory of Profits: A Suggested Interpretation, in R. Ciccone, C. Gehrke, G. Mongiovi (eds), “Sraffa and Modern Economics”, Routledge, London. (forthcoming). Pubblicato anche in Centro di studi e ricerche “Piero Sraffa”, Quaderno di Ricerca n. 1, 2002.

[33] La facoltà di Economia e commercio di Modena, in “La formazione degli economisti in Italia (1950-1975)”, a cura di G. Garofalo e A. Graziani, il Mulino, Bologna 2004.

[34] Reviewing a Review, in D. K. Foley, P. Garegnani, M. Pivetti, F. Vianello, “Classical Theory and Policy Analysis: A Round Table”, Centro di studi e ricerche “Piero Sraffa”, Materiali di discussione, n. 1, 2004.

[35] Price and Prejudice. The statics and dynamics of money-wage flexibility (in collaborazione con A. Simonazzi), Working Papers del Dipartimento di Economia Pubblica, Università degli Studi di Roma, “La Sapienza”, n. 86, agosto 2005

 

[Ultimo aggiornamento: 03/10/2010 16:37:22]

 

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